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Paragrafo  4  .  L'imperialismo  napoleonico  sconvolge  la  geografia

politica europea.

     
Dopo la pace di Tilsit l'unico stato in grado di minacciare la potenza
di  Napoleone,  che  ormai poteva contare su un impero  di  dimensioni
continentali  affiancato  da  numerosi  stati  satelliti,   era   solo
l'Inghilterra.  Contro  di  essa  l'imperatore  francese,   constatata
l'impossibilit  di sconfiggerne la flotta, aveva deciso  di  adottare
una  nuova strategia, proclamando (decreto di Berlino del 21  novembre
1806)  il  "blocco continentale", ossia la chiusura di tutti  i  porti
europei  agli  scambi commerciali con l'Inghilterra: egli  sperava  di
colpirne  l'economia cos da causare una tensione sociale  e  politica
che  la  costringesse ad accettare la pace. Perch il  blocco  potesse
funzionare  era  per  necessario  che  venisse  esteso  a  tutto   il
continente;  per questo Napoleone lo impose a tutti i  paesi  europei,
compresi  quelli  neutrali (editto di Fontainebleau  del  23  novembre
1807,  editto di Milano del 17 dicembre 1807), e cerc di controllarne
ovunque l'applicazione.
     Proprio  la  necessit di un tale controllo  spinse  l'imperatore
francese  ad  una politica estera ancora pi aggressiva. Nel  novembre
del  1807 truppe napoleoniche invasero il Portogallo, che, essendo  un
tradizionale  alleato dell'Inghilterra, avrebbe potuto costituire  una
comoda  base per gli eserciti inglesi: per questo Napoleone  ne  aveva
deciso  la  conquista  e  la spartizione con la  Spagna  (trattato  di
Fontainebleau  del 27 ottobre del 1807). Alla fine del 1807  il  regno
d'Etruria,  data l'importanza del porto di Livorno, venne soppresso  e
annesso all'impero francese. Agli inizi del 1808, adducendo a pretesto
la  necessit  di  imporre  il  blocco continentale,  truppe  francesi
occuparono  lo Stato pontificio. L'anno successivo anche questo  venne
soppresso, il Lazio e l'Umbria furono annessi all'impero francese e le
Marche al regno d'Italia; papa Pio settimo venne prima imprigionato  a
Savona e poi deportato in Francia.
     Per  esercitare sulla Spagna un'influenza pi forte di quella che
poteva essere assicurata da una semplice alleanza, Napoleone ne ordin
l'occupazione,  approfittando dei contrasti  insorti  tra  il  sovrano
spagnolo  Carlo  quarto e il figlio Ferdinando  settimo;  quindi,  nel
maggio del 1808, impose sul trono il fratello
     
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     Giuseppe,  che  lasci  il regno di Napoli  a  Gioacchino  Murat,
unitosi in matrimonio con Carolina Bonaparte, sorella dell'imperatore.
     L'ulteriore  espansione dell'impero napoleonico  fu  accompagnata
dalle  prime manifestazioni di fragilit. Nell'agosto del 1808  truppe
inglesi  comandate da Arthur Wellesley, il futuro duca di  Wellington,
avevano  costretto i francesi ad abbandonare il Portogallo,  che  cos
torn ad essere una importante base di manovra per l'Inghilterra.
     Ancora   pi   significativa  fu  la  resistenza   opposta   alla
occupazione  francese  dal popolo spagnolo;  essa  infatti,  originata
dalla  combinazione  di vari fattori (sentimento  nazionale,  lealismo
verso la monarchia e attaccamento alla fede cattolica), rappresent il
primo  esempio di ribellione di massa al dominio napoleonico in difesa
dell'indipendenza nazionale. Tale rivolta per di pi era  condotta  in
modo  particolarmente  efficace da bande che, aiutate  militarmente  e
finanziariamente  dall'Inghilterra  e  sostenute  dalla   popolazione,
attuavano   imboscate,  attacchi  di  sorpresa  e  sabotaggi.   Questa
guerriglia (dallo spagnolo guerrilla, che significa "piccola  guerra")
mise in difficolt le truppe francesi, che subirono le prime sconfitte
terrestri,  tanto che Giuseppe Bonaparte dovette lasciare  Madrid.  Si
rese  pertanto  necessario  l'intervento  della  "grande  armata"   di
Napoleone,  che tra il novembre del 1808 e il gennaio del  1809  attu
una  sanguinosa repressione. Gli insorti si arresero, ma l'ordine  non
venne completamente ristabilito; la resistenza spagnola diventer anzi
sempre  pi  agguerrita e rappresenter una grave e costante  minaccia
alla solidit dell'impero napoleonico.
     Le  difficolt  incontrate dalle truppe francesi  nella  penisola
iberica  spinsero  l'Austria a tentare una  rivincita  sui  precedenti
insuccessi   e,   stretta  una  quinta  coalizione  antifrancese   con
l'Inghilterra  (aprile  1809), ad invadere la Baviera,  alleata  della
Francia.  Di  fronte al pronto contrattacco delle truppe napoleoniche,
per,  gli  austriaci furono costretti ad arretrare e  infine  vennero
definitivamente sconfitti a Wagram, nei pressi di Vienna, il 6  luglio
del 1809.
     La  pace,  firmata a Vienna il 14 ottobre 1809, obblig l'Austria
a  cedere  una  parte  consistente del suo  territorio.  La  geografia
politica  dell'Europa cambi nuovamente: Carinzia, Croazia,  Carniola,
Trieste,   Istria,  Dalmazia  e  isole  Ionie  formarono  le  Province
illiriche, parte integrante dell'impero napoleonico; il granducato  di
Varsavia  si  estese alla Galizia; il regno d'Italia  ebbe  parte  del
Trentino e del Tirolo meridionale.
     Il  consolidamento del potere imperiale venne solennizzato  dalle
nozze tra Napoleone, che aveva divorziato da Josphine Beauharnais con
la  quale  non  aveva  avuto  figli, e  la  granduchessa  Maria  Luisa
d'Asburgo,  figlia  dell'imperatore  d'Austria  Francesco  primo.   Il
matrimonio,  negoziato dal nuovo cancelliere austriaco Klemens  Wenzel
Lothar conte di Metternich, che intendeva cos inaugurare una politica
pi  conciliante nei confronti di Napoleone, fu celebrato il 1 aprile
1810  nella cattedrale di Saint-Cloud a Parigi. L'anno seguente nacque
l'erede  Napoleone  Francesco Carlo Giuseppe, cui venne  assegnato  il
titolo di "re di Roma".
